NON HO SONNO
Label : Cinevox
Anno pubblicazione : 2000
Valutazione :
Rarità :
 
Lista dei brani
01. NON HO SONNO 4.07
02. KILLER ON THE TRAIN 5.54
03. ENDLESS LOVE 4.38 * (Soprano Vocal VESNA DUGANOVA)
04. ARPEGGIO - END TITLE 4.27
05. ULISSE 4.06 * (Sax ANTONIO MARANGOLO)
06. DEATH FARM 4.06
 
Movie Soundtracks: THE DEATH FARM ANIMALS:
07. THE PIG 4.57
08. THE CAT 3.15
09. THE SWAN 1.38
10. THE RABBIT 3.13
11. INQUIRIES 1.37
12. ASSOCIATED DEAD 3.59
13. FINAL WHITE WEEK 4.46
14. NON HO SONNO - MAIN TITLE 1.56
La recensione
ARGENTO & GOBLIN FINALLY BACK AGAIN TOGETHER - NON HO SONNO - MUSIC BY GOBLIN (CINEVOX 2000)
I fans dei Goblin, di Dario Argento, del thriller e dell'horror d'autore possono finalmente tornare a gioire. La simbiosi vincente del cinema italiano, nonché mondiale, "Argento-Goblin" è risorta. Dopo la defezione di Morante e Simonetti, avvenuta alla fine dei '70, i fans dei Goblin si misero in ginocchio a pregare con molta devozione e molto spirito qualsiasi santo o madonna perché lo storico gruppo si riformasse. La nuova formazione sfornava musiche di ottima fattura ma i "vecchi" Goblin erano un'altra cosa. Un loro fan, dopo aver visto un grande concerto dei Daemonia, ebbe a dire a Simonetti: "Vi prego ritornate alla grande sulla scena perché c'è bisogno di musicisti come voi!!!". Simonetti ha sempre rimpianto i Goblin, ha sempre avuto dei bellissimi ricordi legati a loro, ha continuato a frequentarli anche dopo lo scioglimento e l'ipotesi di rimettersi assieme non era mai stata scartata. I fans di Argento ultimamente gli hanno mandato tonnellate di e-mail, lettere, non solo dall'Italia, ma anche dall'estero, supplicandolo di tornare a dirigere un giallo classico alla sua maniera dopo aver iniziato una parabola discendente partendo da Trauma, per finire con Il fantasma dell'opera. C'è da dire che gli ammiratori di entrambi hanno saputo attendere, aggrappandosi al vecchio adagio "tutto arriva a chi sa aspettare". L'attesa è stata premiata. Claudio Simonetti e il regista hanno fatto un viaggio insieme a Barcellona, in occasione di un premio. L'intesa, come sempre, è stata immediata e Argento ha avuto la sensazione che lui e il gruppo non si fossero mai allontanati. Pensò quindi che se il nucleo originario dei Goblin si fosse riunito, avrebbe scritto le musiche perfette per il suo film. I Goblin e Argento, così, si sono incontrati circa un anno fa, a casa sua per discutere sulla creazione della colonna sonora (poi Argento pensò di contattare Goran Bregovic!!!). Finalmente la tanta sospirata reunion quindi, che speriamo non duri lo spazio di un mattino. Dai Goblin ci aspettavamo tutto, non potevano deluderci. Il gruppo, in Non ho sonno, è ritornato all'antico, al rock elettrico con effetti elettronici, una sorta di rock progressive con venature jazzate, del monumentale Profondo rosso, che li ha resi famosi, e del meno fortunato Roller. Album colto e forbito, in cui si ricavano atmosfere grondanti cascate di sensazioni paniche. La qualità compositiva delle quattordici tracce è a livelli altissimi, così come quella tecnica; le atmosferesono sempre tesissime ed inquietanti; gli arrangiamenti sono a volte addirittura sorprendenti. I temi dei brani fluttuano ineffabili su arditi, quanto fluidi, castelli ritmici del basso e della batteria rispettivamente di Pignatelli e Marangolo. In ogni traccia, i musicisti si disimpegnano con grande classe con il proprio strumento, ritagliandosi, a turno, momenti tecnicamente importanti: nella title track, che vale da sola il prezzo del cd, la chitarra di Morante (qui Massimo è Dio!!!, non Ronnie James!!!), è dolce, tagliente e aggressiva ad un tempo, il pianoforte e le tastiere magniloquenti di Claudio Simonetti, enfant prodige dello strumento, sono capaci di distillare estasi dall'incubo; Killer on the train è un brano tumultuoso propulso da una cadenza percussiva perfetta; il soprano Vesna Duganova e il basso di Pignatelli comandano dall'alto l'inno Endless Love, gli altri strumenti stanno a debita distanza anche se spicca il chitarrismo progressivo (quasi pinkfloydiano) di Morante; i Goblin approfittano magistralmente ancora una volta di Antonio Marangolo, collaboratore di prestigio, il cui sax su Ulisse, ha la capacità di tessere fiabe e incantesimi, e le tastiere di Claudio erigono miraggi abbaglianti; in Arpeggio - End Title ritmi ed armonie sono scintillanti; Death Farm è marchiato a fuoco da una sorta di death progressive metal (che farebbe invidia ai vari Megadeth, Celtic Frost, ecc.); in Associated Dead l'assolo di Agostino Marangolo, anche se breve, è ricco di fantasie percussive. Le altre tracce sono imperniate sugli stessi temi musicali dei brani commentati, vagamente modificate qua e là. La realizzazione di "Non ho sonno" con i Goblin è stata molto dura, lunga e difficile per varie ragioni, soprattutto perché i membri del gruppo hanno quattro caratteri completamente differenti e quindi, come già succedeva tanti anni fa, la convivenza non è stata facile. Però, nonostante le loro "proverbiali" litigate, hanno fatto un ottimo lavoro e chissà, forse la loro grande musica nasce proprio dalle loro incomprensioni. I Goblin, dunque, dopo ventidue anni sono ritornati alla ribalta con un disco ben confezionato, ricco di spunti pregevoli, corredato da una produzione impeccabile e da un sound cristallino. Insomma, un disco destinato a raggiungere le vette delle hit parade italiane ed estere. Il gruppo ha dimostrato con questo disco di essere una sicurezza, una garanzia: riesce ad evolversi ed a rinnovarsi rimanendo fedele a se stesso e con chi lo ascolta.  
Abbiamo ancora sete di emozioni, abbiamo ancora bisogno di voi, carissimi Goblin, e speriamo che questo disco sia l'inizio di una travolgente nuova era!!!
 
Curiosità: Massimo Morante, nel cd, suona una "Morante Special Model Guitar", una specie di Stratocaster fatta fare appositamente da un liutaio.
Demetrio Cutrupi